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	<title>Palazzo di Valli Hotel</title>
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	<description>Siena &#38; Tuscany Holidays</description>
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	<title>Palazzo di Valli Hotel</title>
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		<title>Quando visitare Volterra e perché? Leggi e prenota subito il soggiorno perfetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 07:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volterra (in etrusco Veláthri), è stata una delle principali città-stato dell’antica Etruria e durante il medioevo fu sede di un&#8217;importante signoria...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Volterra (in etrusco Veláthri), è stata una delle principali città-stato dell’antica Etruria e durante il medioevo fu sede di un&#8217;importante signoria vescovile.<br />
È un piccolo borgo medievale edificato tra le valli dell’Era e del Cecina, caratterizzata da due cinte di mura, quella etrusca e quella duecentesca.<br />
Il borgo è conosciuto da secoli per la lavorazione dell’alabastro i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più importanti prodotti dell’artigianato italiano.<br />
Susseguirsi di piazze, case e torri, chiese e volte, salite e giardini, il verde di campi, balze d’ulivi e viti, fino all’azzurro del mar tirreno.</p>
<figure id="attachment_30821" aria-describedby="caption-attachment-30821" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-30821" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/Cattura-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/Cattura-300x199.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/Cattura-768x510.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/Cattura.jpg 907w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-30821" class="wp-caption-text">Volterra</figcaption></figure>
<p>Volterra è una bomboniera nel cure della Toscana, abitata fin dal neolitico, è una cittadina che ancora oggi appare come incontaminata ed estranea al vertiginoso ritmo della vita cittadina. Proprio per questo i suoi visitatori hanno subito l’impressione di trovarsi davanti ad una città particolare, dove si ha la sensazione di vivere in un’altra epoca, fra le strette viuzze del borgo medioevale, è misteri di un passato etrusco.<br />
Ma quand’è il miglior periodo per visitare le bellezze ed apprezzare l’atmosfera di questo borgo antico?<br />
Sicuramente i periodi migliori per visitare Volterra sono in Autunno o in Primavera, non solo per i colori e le temperature temperate, ma anche per gli eventi tipici.<br />
A marzo Volterra diventa il palcoscenico della Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo e dei prodotti tipici dell&#8217;Alta Val di Cecina.<br />
In occasione della mostra-mercato viene celebrato il tartufo, in più tanti piccoli produttori propongono un viaggio fra le eccellenze culinarie della zona – dai formaggi ai salumi, passando per dolci, liquori e tanto altro ancora.<br />
Anche ottobre è un mese ricco di iniziative. Ogni anno infatti in occasione di Volterragusto vengono organizzati numerosi appuntamenti dedicati alla cucina e non solo.<br />
Tra questi forse quello più amato e caratteristico è il Palio dei Caci: una divertente sfida che vede contrapposte le Contrade di Volterra.<br />
L&#8217;ultima domenica di ottobre, lungo la discesa di via Franceschin, viene organizzato infatti l’evento che si colloca a metà tra un gioco goliardico ed una rievocazione storica.<br />
Protagoniste del Palio sono le gustose forme di formaggio prodotte nelle Balze Volterrane che vedrete rotolare inseguite dai “corridori” delle otto contrade cittadine. Lo scopo del gioco è riuscire a far arrivare al traguardo, nel minor tempo possibile, la propria forma di formaggio, schivano gli altri corridori a colpi di palette di legno ed aggirando con destrezza gli ostacoli di paglia.<br />
Il cacio è uno dei prodotti tipici di queste zone, considerato fin dal basso medioevo come uno degli alimenti favoriti dalla popolazione, per le sue proprietà nutritive. Proprio per questo la tradizione vuole che il premio per il vincitore della “corsa dei caci” sia proprio una forma di formaggio.<br />
<a href="https://palazzodivalli.it/attivita/san-gimignano-e-volterra/">Prenota subito</a> e scopri delizie e tradizioni di uno dei più caratteristici borghi della Toscana!</p>
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		<title>Sua signoria: Il Brunello di Montalcino</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2022/02/07/sua-signoria-il-brunello-di-montalcino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 09:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una produzione media annua di 8,5 milioni di bottiglie, il cui 65% destinato all’esportazione, il Brunello di Montalcino è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con una produzione media annua di 8,5 milioni di bottiglie, il cui 65% destinato all’esportazione, il Brunello di Montalcino è una delle massime espressioni della tradizione enologica italiana.</p>
<p>Legato alla storia millenaria del comune di Montalcino, dove nasce e dove viene prodotto, è un vino rosso di grande struttura ed eleganza, conosciuto ed apprezzato fin dall’800.</p>
<p>Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questo grande vino.</p>
<p><b>La storia </b></p>
<p>Come probabilmente già saprete il Brunello di Montalcino nasce in Toscana, nella zona di Montalcino, in provincia di Siena, ma quello che non molti conoscono sono le sue origini.</p>
<p>Le vigne intorno al borgo di Montalcino hanno sempre prodotto un vino rosso elegante e di buona struttura ma, fu solo nel 1800 che Ferruccio Santi di Montalcino, un chimico e farmacista della famiglia Biondi-Santi, iniziò a selezionare e vinificare in purezza uve di una particolare varietà di Sangiovese, <span style="color: #00000a;">il Sangiovese Grosso. </span></p>
<p>Localmente questa varietà veniva chiamata “Brunello”, a causa del colore scuro degli acini. Ferruccio, grande appassionato e studioso di viticoltura, sapeva che il territorio circostante era favorevole ed ideale per produrre vini di grande corpo e capaci di sfidare decenni di invecchiamento, e fu così che iniziò la sua produzione.</p>
<p>Nel 1865 nacque la denominazione Brunello di Montalcino.</p>
<p>Tuttavia fu solo negli anni 90 del secolo scorso, in seguito a cospicui investimenti soprattutto di famiglie americane, che il Brunello venne riconosciuto come vino di culto ed iniziò ad essere apprezzato in tutto il mondo.</p>
<p><b>Vinificazione ed affinamento </b></p>
<p>Il processo di vinificazione e il successivo affinamento non differiscono molto dagli altri vini rossi, se non per una caratteristica fondamentale: il Brunello è un vino che non ha paura di invecchiare! Prima della messa in commercio infatti sono necessari almeno cinque anni (sei per la denominazione “riserva”) di invecchiamento dal momento della vendemmia. Di questi almeno due anni, devono avvenire in botti di rovere, e per un tempo non inferiore ad altri quattro mesi in bottiglia (sei mesi per la “riserva”).</p>
<p>È un vino di grande longevità che richiede lunghi periodi di affinamento prima di esprimere il suo massimo livello qualitativo. Esistono Brunelli invecchiati da 10 fino oltre 30 anni!</p>
<figure id="attachment_30814" aria-describedby="caption-attachment-30814" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-30814" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/2-300x232.jpg" alt="Brunello di Montalcino" width="300" height="232" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/2-300x232.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/2.jpg 723w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-30814" class="wp-caption-text">Brunello di Montalcino</figcaption></figure>
<p><b>Le caratteristiche organolettiche e gli abbinamenti </b></p>
<p>Il Brunello di Montalcino è caratterizzato da una tonalità rosso rubino, leggermente tendente al granato con l’invecchiamento.</p>
<p>Il profumo è intenso e persistente con sentori fruttati e di vaniglia, legno aromatico e sottobosco. Al palato è caratterizzato da un buon tannino; è caldo, armonico, persistente e robusto.</p>
<p>Dato il suo corpo importante il Brunello si abbina perfettamente con piatti di sostanza come stracotti tipici della tradizione toscana: pasta con sugo di cinghiale, gnocchi al ragù, risotto al tartufo, e polenta al ragù.</p>
<p>La temperatura ideale di servizio è 18°/20°, per far esprimere al meglio tutti i sentori caratteristici di questo grande vino.</p>
<p>Soggiornando a Palazzo di Valli è possibile partecipare al <a href="https://palazzodivalli.it/attivita/zona-del-brunello/">tour nella zona del Brunello</a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-30817" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/1-1-300x136.jpg" alt="" width="338" height="153" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/1-1-300x136.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/1-1-768x348.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/1-1-1024x464.jpg 1024w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2022/02/1-1.jpg 1156w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
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		<title>Le Crete Senesi: un tesoro paesaggistico e  gastronomico tutto da scoprire!</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/12/22/le-crete-senesi-un-tesoro-paesaggistico-e-gastronomico-tutto-da-scoprire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 10:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sapevi che la bellissima città di Siena è una delle principali sedi di produzione del tartufo? E che quello...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevi che la bellissima città di Siena è una delle principali sedi di produzione del tartufo? E che quello più rinomato proviene da uno dei più incantevoli paesaggi italiani nei suoi dintorni?</p>
<p>Ebbene sì: le Crete Senesi si trovano a sud-est della città di Siena, ai piedi del Monte Amiata, e sono note per la produzione del pregiato tartufo bianco.<br />
Questo suggestivo territorio presenta una conformazione inconsueta data dal suo caratteristico terreno argilloso che conferisce al paesaggio un colore unico tendente al grigio-azzurro.<br />
Il cosiddetto “paesaggio lunare” delle Crete Senesi abbraccia i Comuni di Asciano e Rapolano Terme ed è caratterizzato da un susseguirsi di particolari rilievi a forma di cupola denominati <em>biancane</em> e dai cosiddetti <em>calanchi</em>, dei profondi solchi ramificati all&#8217;interno del terreno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-31256" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/tartufo-bianco-1024x681.jpg" alt="" width="400" height="266" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/tartufo-bianco-1024x681.jpg 1024w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/tartufo-bianco-300x200.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/tartufo-bianco-768x511.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/tartufo-bianco.jpg 1200w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa peculiare morfologia del suolo regala alle Crete Senesi un aspetto magico, da togliere il fiato e fa di questo territorio l&#8217;habitat ideale per la produzione del tartufo bianco.<br />
Immenso patrimonio costantemente monitorato dai Comuni Senesi, il tuber magnatum pico, comunemente chiamato tartufo bianco pregiato, è la varietà di tartufo in assoluto più ricercata e apprezzata dai maggiori chef stellati.</p>
<p><em>Il tartufo bianco pregiato</em> è una delle più grandi esperienze gusto-olfattive! Dal profumo intenso, complesso, elegante e gradevole, il tartufo bianco presenta una forma rotondeggiante non regolare e può arrivare a pesare anche più di mezzo chilo. È caratterizzato da un’alta digeribilità che consente di consumarlo generalmente crudo. La sua polpa compatta e chiara presenta delle venature bianche ed il suo gusto unico risulta delicato e piacevolmente agliaceo. La scorza liscia, caratterizzata da sfumature di colore che vanno dal grigio-verde al giallo-ocra, lo protegge da eventuali aggressioni esterne da parte dei batteri. I tempi di raccolta del bianco pregiato comprendono il periodo che va dal 10 Settembre al 31 Dicembre.</p>
<p>È arrivato il momento di visitare il Comune di San Giovanni d’Asso, in provincia di Siena, situato fra le Crete Senesi e la Val d’Orcia: la patria indiscussa di questa meravigliosa esperienza gastronomica! Ed è proprio qui, tra i sotterranei dell’antico Castello di San Giovanni d’Asso, che potrai visitare il piccolo Museo in onore del cosiddetto <em>diamante delle crete</em>!<br />
Il Museo del Tartufo è un centro multimediale di documentazione, studio e ricerca sul tartufo.<br />
I visitatori potranno esplorare le istallazioni, conoscere i misteriosi aneddoti e le tecniche di raccolta e di conservazione di questo prezioso tubero, imparare a riconoscere i vari esemplari tramite esperienze sensoriali ed osservare da vicino le piante tartufigene.</p>
<p>Hai mai pensato di concederti un giro entusiasmante tra le Crete Senesi alla ricerca del tubero più rinomato al mondo?</p>
<figure id="attachment_30807" aria-describedby="caption-attachment-30807" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-30807" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_0F42F6-6DF213-6311C5-5FCD4D-8AA629-7FECC1-300x201.jpg" alt="Crete Senesi" width="400" height="268" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_0F42F6-6DF213-6311C5-5FCD4D-8AA629-7FECC1-300x201.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_0F42F6-6DF213-6311C5-5FCD4D-8AA629-7FECC1-768x515.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/12/IMG_0F42F6-6DF213-6311C5-5FCD4D-8AA629-7FECC1.jpg 800w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-30807" class="wp-caption-text">Le Crete Senesi</figcaption></figure>
<p>Con i tour organizzati da Hotel Palazzo di Valli potrai vivere l&#8217;opportunità di assistere ad una vera e propria <em>caccia al tartufo</em>! Conoscerai le caratteristiche del terreno ove il tartufo bianco si riproduce, il suo metodo di raccolta, la cura di cui ha bisogno, i metodi di commercializzazione e tanti altri aspetti e curiosità che lo riguardano da vicino!</p>
<p>Hotel Palazzo di Valli collabora con una nota azienda agricola nel comune di San Giovanni d&#8217;Asso ed organizza incredibili ed affascinanti tour per i suoi ospiti tra le tartufaie.</p>
<p>A seguito dell&#8217;escursione, vi attenderà una degustazione dei vari prodotti dell’azienda: vini, bruschette all&#8217;olio, formaggi e gli immancabili crostini al tartufo fresco! Potrai acquistare i prodotti dell’azienda e, naturalmente, il tartufo trovato durante la ricerca!<br />
Sei sei ospite dell&#8217;Hotel Palazzo di Valli, potrai partecipare al nostro Tour <em>In cerca di tartufi</em> ogni mese dell&#8217;anno escludendo quello di Maggio: unico periodo di sospensione della ricerca.</p>
<p>Prenota subito inviando una mail a <a href="mailto:informazioni@palazzodivalli.it">informazioni@palazzodivalli.it</a> o compilando il form che troverai su <a href="https://palazzodivalli.it/attivita/in-cerca-di-tartufi">https://palazzodivalli.it/attivita/in-cerca-di-tartufi</a>. In alternativa, rivolgiti direttamente alla reception dell’Hotel Palazzo di Valli per conoscere tutte le informazioni!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Foto Tartufo di <a href="https://unsplash.com/it/@chuttersnap?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">CHUTTERSNAP</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/biscotti-marroni-su-tagliere-di-legno-marrone-pNIr0myHMSg?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash">Unsplash</a></h6>
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		<title>La magia dei suggestivi mercatini di Natale: un&#8217;antica storia che ci porta fino a Siena</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/11/18/la-magia-dei-suggestivi-mercatini-di-natale-unantica-storia-che-ci-porta-fino-a-siena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 13:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai il Natale è alle porte e con sé la sua magia che, da sempre, ci emoziona con le sfavillanti...</p>
<p>L'articolo <a href="https://palazzodivalli.it/2021/11/18/la-magia-dei-suggestivi-mercatini-di-natale-unantica-storia-che-ci-porta-fino-a-siena/">La magia dei suggestivi mercatini di Natale: un&#8217;antica storia che ci porta fino a Siena</a> sembra essere il primo su <a href="https://palazzodivalli.it">Palazzo di Valli Hotel</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai il Natale è alle porte e con sé la sua magia che, da sempre, ci emoziona con le sfavillanti luci, i meravigliosi alberi nelle piazze principali delle città, i suggestivi presepi, le vetrine illuminate dei negozi, i caratteristici addobbi e gli immancabili mercatini di Natale che animano le strade.</p>
<p>Come sappiamo, ogni città è popolata dal suo:</p>
<p>peculiare per allestimenti,</p>
<p>elementi che lo animano,</p>
<p>eventi, concerti ed esposizioni.</p>
<p>I Mercatini di Natale vantano una lunga storia e una lunga tradizione ed oggi rappresentano a tutti gli effetti un&#8217;importante attrazione turistica per grandi e piccini.</p>
<figure id="attachment_30800" aria-describedby="caption-attachment-30800" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30800" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/11/Cattura-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/11/Cattura-300x218.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/11/Cattura.jpg 597w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-30800" class="wp-caption-text">Siena</figcaption></figure>
<p>In Europa, i primi mercatini nascono in Germania con il nome di <i>Christkindlmarkt </i>ovvero <i>Mercatino del</i> <i>Bambino Gesù</i> oppure di <i>Weinhachtsmarkt </i>cioé <i>Mercatino dell&#8217;Avvento </i>perché, in origine, venivano allestiti nel periodo religioso dell&#8217;Avvento come occasione per fare scorte di viveri con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;inverno. I mercatini tedeschi più antichi sono quelli di Monaco di Baviera del 1310, di Bautzen del 1384 e di Francoforte del 1393. Quelli più famosi sono i mercatini di Norimberga, di Augusta, di Colonia e di Dresda. In Francia, il mercatino di Natale storico per eccellenza è quello di Strasburgo del 1570.</p>
<p>Ma torniamo in Italia! Nel 1990 nasce a Bolzano il mercatino più antico e popolare d&#8217;Italia che, insieme a quelli di Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno, costituisce il Percorso Natalizio a Cinque Stelle attraverso i magici Mercatini dell&#8217;Alto Adige.</p>
<p>Così via, dagli anni Novanta in poi, il resto d&#8217;Italia ha vissuto una graduale diffusione dei Mercatini di Natale tra le piazze delle grandi città. I mercatini natalizi si sono pian piano inseriti nelle diverse tradizioni storiche e locali, impreziosendo le strade di un&#8217;atmosfera unica e suggestiva.</p>
<p>Anche la meravigliosa città di Siena possiede il suo peculiare Mercatino di Natale dotato di fascino unico in quanto incarna l&#8217;evoluzione del mercato medievale dell&#8217;antica Repubblica di Siena.</p>
<p>Il Mercatino di Siena, viene allestito nella meravigliosa Piazza del Campo richiamando turisti da tutto il mondo grazie alla sua antica e storica disposizione medievale. Le sue bancarelle espongono la qualunque: dai prodotti alimentari genuini tipici senesi, ai prodotti di artigianato locale di alta qualità come oggetti in terracotta, vetro, cristallo, ceramica, a capi d&#8217;abbigliamento, borse, portafogli, accessori realizzati a mano e in pelle.</p>
<p>Si svolgono, inoltre, attività ed eventi per adulti e bambini. Quest&#8217;anno, in particolare, potrai partecipare a laboratori ed attività dedicate all&#8217;olio extra vergine d&#8217;oliva e ad interessanti cooking show.</p>
<p>Cosa aspetti? Il Mercatino di Siena in Piazza del Campo si svolgerà durante il fine settimana del 4 e del 5 Dicembre 2021 dalle 8 del mattino fino alle 20:00. Potrai goderne gratuitamente ed avere l&#8217;opportunità di divertirti, imparare ed acquistare un pensiero speciale per i tuoi amici e familiari in occasione delle festività del Natale!</p>
<p>E se vuoi concederti un riposo dalla tua esplorazione, a pochi metri dal centro storico di Siena, <i><b>Palazzo di Valli</b></i> sarà lieto di ospitarti nelle sue confortevoli camere che godono di una suggestiva vista sulla campagna e sulle colline della città!</p>
<p>Affrettati a pianificare il tuo weekend natalizio! Se prenoti ora dal nostro sito web otterrai uno sconto del 15%: ti aspettiamo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://palazzodivalli.it/2021/11/18/la-magia-dei-suggestivi-mercatini-di-natale-unantica-storia-che-ci-porta-fino-a-siena/">La magia dei suggestivi mercatini di Natale: un&#8217;antica storia che ci porta fino a Siena</a> sembra essere il primo su <a href="https://palazzodivalli.it">Palazzo di Valli Hotel</a>.</p>
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		<title>Sei un viaggiatore in cerca di riflessione e tranquillità? Vai alla scoperta delle incantevoli Abbazie nei dintorni di Siena!</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/10/11/sei-un-viaggiatore-in-cerca-di-riflessione-e-tranquillita-vai-alla-scoperta-delle-incantevoli-abbazie-nei-dintorni-di-siena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 13:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concediti un viaggio mistico alla ricerca delle antiche e bellissime Abbazie immerse tra borghi medievali, ulivi, vigneti e strade di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Concediti un viaggio mistico alla ricerca delle antiche e bellissime Abbazie immerse tra borghi medievali, ulivi, vigneti e strade di campagna nella magnifica Toscana! </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Nei dintorni di Siena, potrai esplorare la storia e la sacralità di queste strutture architettoniche che ospitano bellezze artistiche dietro le quali si nascondono curiose leggende. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Lasciati trasportare dalla vita silenziosa dei borghi senesi, ognuno dei quali avrà qualcosa di particolare da regalarti durante il tuo viaggio. Ecco per te 4 tappe imperdibili da esplorare e contemplare!</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><b>1. L&#8217;Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia<br />
</b>Costruita nel lontano 1218 in travertino e mattoni, l&#8217;Abbazia di San Galgano presenta una pianta a croce latina a tre navate. Ad oggi, è rimasta intatta l&#8217;intera sagoma delle mura esterne dell&#8217;Abbazia che, nelle ore notturne, assume un&#8217;atmosfera mozzafiato grazie all&#8217;illuminazione interna che mette in risalto i suoi incredibili dettagli architettonici. La sua maestosità è indice della grande devozione a San Galgano. Galgano nacque nel 1148 in un piccolo borgo senese vicino a dove si erge l&#8217;Abbazia. Durante la sua gioventù, il suo carattere autoritario, così come quello dei suoi compagni cavalieri, lo portò ad estendere i propri domini con violenze ed ingiustizie nei confronti del popolo. Ma arrivò il momento in cui Galgano si rese conto di non essere più soddisfatto e che il reale scopo della sua vita sarebbe stato ben altro da quello che stava perseguendo. Decise quindi di ritirarsi sulla collina di Montesiepi conducendo una vita in isolamento alla ricerca di Dio e di quella pace così sconosciuta a quell&#8217;epoca sanguinaria. Galgano rinunciò alla violenza con un gesto simbolico: conficcò la sua spada in una roccia per creare la croce su cui avrebbe passato la sua vita a pregare. Questa spada si trova tuttora in una cappella distante un centinaio di metri dall&#8217;Abbazia che prese il nome di Galgano, proclamato Santo nel 1185 da Papa Lucio III.<br />
Nel periodo compreso tra Novembre e Marzo, potrai esplorare l&#8217;Abbazia di San Galgano ogni giorno dalle ore 10:00 alle ore 17:30!</span></p>
<figure id="attachment_30794" aria-describedby="caption-attachment-30794" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-30794" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura-300x207.jpg" alt="San Galgano" width="300" height="207" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura-300x207.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura.jpg 508w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-30794" class="wp-caption-text">San Galgano</figcaption></figure>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><b>2. L&#8217;imponente Abbazia di Monte Oliveto Maggiore<br />
</b>Attorniata da maestosi cipressi, si erge su un&#8217;altura l&#8217;Abbazia di Monte Oliveto Maggiore fondata nel 1319 dall&#8217;iniziativa di Bernardo Tolomei. Attualmente l&#8217;Abbazia è la sede della Congregazione monastica dell&#8217;ordine benedettino di Monte Oliveto, caratteristica per la sua particolare devozione alla Madonna.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Tolomei, insieme ad altri due nobili senesi, decise di abbandonare ricchezza e futili lussi per ritirarsi nel silenzio e nella solitudine vivendo secondo le regole benedettine. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Tutt&#8217;oggi l&#8217;Abbazia è abitata dai monaci olivetani ed è possibile visitarla gratuitamente nella località di Asciano, in provincia di Siena.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Al suo interno è possibile esplorare il chiostro: fulcro dell&#8217;Abbazia che ospita gli affreschi raffiguranti le storie di San Benedetto. Inoltre è possibile visitare la farmacia, la biblioteca monastica, il refettorio, il museo, contemplare i meravigliosi dipinti ed ascoltare i tradizionali canti gregoriani tuttora intonati dai monaci olivetani. Corri a scoprirla e non farti scappare un suggestivo scenario intriso di storia, arte e spiritualità!</span></p>
<p><b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">3. L&#8217;evocativa Abbazia di Sant&#8217;Antimo<br />
</span></b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Tra i vigneti, gli oliveti e le colline toscane si erge l&#8217;isolata Abbazia romanica di Sant&#8217;Antimo. Anch&#8217;essa è abitata dai monaci benedettini e fu fondata, secondo la leggenda, da Carlo Magno nel 781 quando, sulla via del ritorno verso Roma, si fermò proprio lì per far riposare i suoi soldati afflitti da una grave pestilenza. D&#8217;un tratto apparve un angelo al re che gli svelò l&#8217;infuso con un&#8217;erba del luogo che avrebbe salvato i suoi soldati. L&#8217;esercito guarì miracolosamente e Carlo Magno decise, quindi, di costruire l&#8217;Abbazia come segno di ringraziamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">L&#8217;Abbazia di Sant&#8217;Antimo è un complesso monastico che si trova nel comune di Montalcino, precisamente nella magnifica campagna di Valle Starcia. All&#8217;interno dell&#8217;Abbazia è possibile contemplare gli affreschi, la cripta, Gesù che esce dal sepolcro tra due angeli, il crocifisso ligneo sull&#8217;altare maggiore ed, inoltre, si può assistere alle messe celebrate tutt&#8217;oggi con canti gregoriani. Insomma, non puoi di certo perderti uno scenario mozzafiato che ospita il più importante monumento romanico della Toscana meridionale e che potrai esplorare gratuitamente!</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30796" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura-1-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura-1-300x222.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/10/Cattura-1.jpg 609w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>San Antimo</p>
<p><b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">4. La meravigliosa marmorea Abbazia di Torri<br />
</span></b><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Avvolta da una mistica aura medievale, nell&#8217;antico borgo di Torri, nel Comune di Sovicille, tra le piazze, i cortili e le viuzze del paese, si incontra la marmorea Abbazia di Torri. Ci troviamo in Val di Merse ed è proprio qui che Gualberto, fondatore dell&#8217;ordine monastico dei vallombrosani, fece edificare la suggestiva Abbazia in stile romanico-gotico. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Sarà Papa Alessandro II che nel 1069 farà costruire attorno alla struttura il magnifico borgo medievale di Torri. Il perimetro del chiostro dell&#8217;Abbazia è costituito da tre parti: quella inferiore ovvero la più antica è realizzata in marmi policromi rossi, bianchi e neri. Le eleganti colonne che sorreggono gli archi sono diverse tra loro: alcune si presentano ottagonali e robuste, altre tonde e sottili, altre ancora decorate e così via. Il loggiato al secondo piano risale al XIV secolo, è rivestito in laterizio ed è costituito da colonne ottagonali in mattoni. Infine la parte superiore, ovvero la più recente, presenta colonne e capitelli in legno risalenti al periodo rinascimentale. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Cosa aspetti? Continua il tuo tour alla scoperta delle Abbazie nei dintorni di Siena&#8230; Scoprirai questi ed altri magnifici monumenti circondati da percorsi e paesaggi incantevoli&#8230; Ti aspettiamo!</span></p>
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		<title>Specialità gastronomiche senesi: un menù da assaporare ed imparare a cucinare!</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/09/06/specialita-gastronomiche-senesi-un-menu-da-assaporare-ed-imparare-a-cucinare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 09:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti ritrovi tra le meraviglie del paesaggio senese e, ad un tratto, avverti un certo languorino&#8230; Tranquillo, sei nel posto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://palazzodivalli.it/2021/09/06/specialita-gastronomiche-senesi-un-menu-da-assaporare-ed-imparare-a-cucinare/">Specialità gastronomiche senesi: un menù da assaporare ed imparare a cucinare!</a> sembra essere il primo su <a href="https://palazzodivalli.it">Palazzo di Valli Hotel</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">Ti ritrovi tra le meraviglie del paesaggio senese e, ad un tratto, avverti un certo languorino&#8230; Tranquillo, sei nel posto giusto per assaggiare delle prelibatezze gastronomiche ricche di storia e tradizione legata al territorio.<br />
Specialità che molto difficilmente ti deluderanno perché costituite da ricette sfiziose ma semplici, ingredienti freschissimi ed, ovviamente, a chilometro zero! </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">Le ricette tipiche della città di Siena accontentano tutti i gusti spaziando da antipasti, primi piatti, secondi e dolci. Il tutto accompagnato, ovviamente, dagli ottimi vini toscani!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">Per scoprire il mondo di sapori senesi, ti proponiamo un <b>menù</b> per il tuo soggiorno nella città: un percorso completo che comprende alcune delle pietanze gourmet che dovrai assolutamente provare! </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;"><b>Per cominciare i crostini di milza</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">L&#8217;antipasto classico della tavola senese sono i crostini di milza. Il principale ingrediente è, per l&#8217;appunto, la milza di vitello che dovrà essere cucinata assieme ad un soffritto di cipolla, acciughe, capperi, pepe ed olio di oliva fino ad ottenere una densa crema da spalmare su fettine di pane abbrustolito e, possibilmente, bagnate in un brodo di carne o pollo che esalterà ancor di più il sapore unico di questo piatto. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;"><b>Prosegui con i pici fatti a mano</b></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Il primo piatto senese per eccellenza e tra i più antichi esistenti, è quello dei Pici: spaghettoni caserecci fatti a mano con farina, acqua, olio e pochissimo uovo. Una nota ricetta che li vede protagonisti è quella </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><i>all&#8217;aglione </i></span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;">che prende il nome dall&#8217;</span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;">aglio della Valdichiana usato nel soffritto assieme al pomodoro fresco, al peperoncino ed al vino bianco. Oltre che con questo caratteristico condimento, i pici possono essere accompagnati da un buon ragù di cinghiale o di maiale. Da leccarsi i baffi!</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-30777" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/Cattura-300x178.jpg" alt="" width="556" height="330" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/Cattura-300x178.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/Cattura-768x456.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/Cattura-1024x607.jpg 1024w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/Cattura.jpg 1160w" sizes="(max-width: 556px) 100vw, 556px" /></b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;"><b>Ed ora vai di tagliata di cinta senese </b> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">La cinta senese è una varietà particolare di razza suina molto pregiata il cui sapore è differente da quello del maiale bianco. La carne è più saporita ed il suo grasso molto più digeribile. Il nostro consiglio è quello di assaggiare la cinta nel modo più naturale possibile: ad esempio alla griglia con olio d&#8217;oliva toscano e rosmarino per assaporare la materia prima in tutta la sua leggerezza e genuinità. Non dimenticarti di accompagnarla ad un buon calice di vino rosso locale!</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;"><b>Non farti mancare il celebre Panforte </b><br />
Ultima ed irrinunciabile portata è quella del celebre dessert di fama internazionale: il Panforte. Simbolo della gastronomia senese, il panforte possiede una storia molto antica che risale al lontano Medioevo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #333333;"><span style="font-size: large;">Nelle campagne senesi, già dal tredicesimo secolo, si produceva un pane arricchito con miele e spezie che acquisirà notorietà qualche secolo dopo grazie al commercio nelle principali corti d&#8217;Europa.<br />
Il Panforte di Siena è composto principalmente da frutta secca, miele, cannella farina di grano e spezie e può essere servito in versione bianca con una dolce copertura di zucchero a velo o in versione nera con spezie. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #333333;">Un dolce tipicamente natalizio che potrai gustare tutto l&#8217;anno!</span><br />
</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-30788 " src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/panforte-300x169.jpg" alt="" width="539" height="304" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/panforte-300x169.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/panforte-768x432.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/panforte-1024x576.jpg 1024w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/09/panforte.jpg 1920w" sizes="(max-width: 539px) 100vw, 539px" /></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Adesso non ti resta che esplorare le famose trattorie ed i ristoranti tra le vie di Siena che possano farti vivere una magnifica esperienza culinaria all&#8217;insegna degli antichi sapori della zona!<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Siamo certi che questi tipici piatti ti conquisteranno! Se vorrai riprodurli e conoscerne di molti altri, ti consigliamo un&#8217;esperienza unica attraverso un tour di cucina che ti permetterà di assaporare i tuoi piatti tipici: gli stessi che imparerai a cucinare durante il tour! Potrai metterti alla prova in spazi professionali con chef esperti che ti sveleranno i segreti della cucina senese e toscana. Prenota subito il tour inviando una mail a <a style="color: #333333;" href="mailto:informazioni@palazzodivalli.it">informazioni@palazzodivalli.it</a> o rivolgendoti alla reception dell&#8217;Hotel Palazzo di Valli e scopri le ricette ed i consigli per riprodurre e far assaggiare le prelibatezze tipiche di questa meravigliosa terra!</span></span></span></p>
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		<title>La passeggiata da Palazzo di Valli a Piazza del Campo</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/04/01/siena-e-straordinaria-sotto-molti-punti-di-vista-e-forse-unica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 09:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siena è straordinaria sotto molti punti di vista e forse unica.. Un immenso patrimonio artistico e architettonico racchiuso tra le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it-IT">Siena è straordinaria sotto molti punti di vista e forse unica..<br />
Un immenso patrimonio artistico e architettonico racchiuso tra le mura ancora intatte di una città così piccola può far girare la testa.<br />
Ma non ci vogliamo sostituire ad una guida turistica, solo proporvi una bella passeggiata – a Siena si deve camminare ! – per arrivare al cuore: il Campo. La Piazza del Campo.</span></p>
<figure id="attachment_30578" aria-describedby="caption-attachment-30578" style="width: 526px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30578" src="https://www.palazzodivalli.com/wp-content/uploads/2021/04/1-300x145.jpg" alt="" width="526" height="254" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/1-300x145.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/1-768x371.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/1.jpg 795w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /><figcaption id="caption-attachment-30578" class="wp-caption-text">Piazza del Campo &#8211; Siena</figcaption></figure>
<p><span lang="it-IT">Il nostro consiglio è partire da poco fuori le mura per capire come la città sia incastonata su una collina ancora circondata dalla sua campagna. Un luogo magnifico è “Palazzo di Valli” uno dei pochi hotel con parcheggio privato vicini all’area pedonale. La villa settecentesca possiede ancora un’atmosfera magica con affreschi originali e arredi d’epoca ed una splendida terrazza panoramica, che spazia dalla Val d’Orcia al Chianti, da cui si capisce al volo il legame della città con il suo “contado”, quel susseguirsi di colline che circondano Siena.<br />
Siamo nella zona a sud del centro storico (lungo la Francigena, la via che portava i pellegrini a Roma..) ed in pochi minuti a piedi si raggiunge la trecentesca Porta Romana, la più grande e forse la più bella della città.<br />
Purtroppo il grande affresco dell’Incoronazione della Vergine che a metà del quattrocento ornava la parete esterna del torrione non è più visibile. Per la sua realizzazione scomparvero due grandi pittori senesi: Taddeo di Bartolo che morì improvvisamente poco tempo dopo aver ricevuto la commissione e Stefano di Giovanni, meglio noto come il Sassetta, che pare si sia buscato una grave polmonite sul ponteggio “percosso dal vento marino”. L’affresco, fatto dunque terminare dal governo comunale a Sano di Pietro appena in tempo per il Giubileo del 1450, ha testimoniato per secoli ai pellegrini in transito per Roma la devozione della città alla Madonna ma dopo l’ultima guerra, ormai quasi del tutto illeggibile, è stato rimosso e spostato in San Francesco. Ancora ben visibile è invece il grande stemma in travertino di Cosimo I Medici che una volta era collocato sotto l’arco del portone principale e che ricorda chi fu, a metà del cinquecento, a porre fine alla fiera indipendenza della Repubblica di Siena.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Risalendo Via Roma si nota oltre la cancellata di sinistra un grande complesso monumentale preceduto da un giardino. L’edificio è oggi utilizzato dall’ateneo dell’Università di Siena come sede distaccata di alcune facoltà ma è ben noto per aver ospitato per quasi due secoli l’ospedale psichiatrico della città. Il “San Niccolò” sorse a partire dal 1818 e nel corso della sua storia fu all’avanguardia nella cura delle malattie mentali ed in particolare nell’utilizzo del lavoro manuale come forma di terapia. Giunse ad ospitare fino a 2000 pazienti, provenienti anche da altre province toscane e italiane, per far fronte ai quali, oltre all’enorme edificio centrale, l’istituto si arricchì nel corso degli anni di decine di altri ambienti per le diverse necessità e tra questi il famoso “Padiglione Conolly” un reparto per i “clamorosi” (i pazienti più agitati) strutturato sul modello di un Panopticon, unico esempio ancora esistente in Italia.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Raggiunto l’arco che da accesso al complesso e che riporta ancora la scritta “Ospedale Psichiatrico” si prosegue per una cinquantina di metri e tramite Via “Val di Montone”, che si apre sulla sinistra, si raggiunge il cuore della Contrada omonima. Dopo una breve scalinata si incontrano infatti l’oratorio ed il museo della Contrada di Valdimontone, una delle 17 in cui è suddiviso il centro storico di Siena.<br />
Qui si dovrebbe aprire un capitolo sulla storia, l’attività ed il profondo significato che ancora oggi le Contrade rivestono per un senese ma si tratta di un argomento non affrontabile in queste poche righe..<br />
Possiamo però dire che gli edifici pubblici di ciascuna Contrada sono vissuti come luoghi sacri, dove si conserva la sua memoria storica, e di conseguenza gelosamente custoditi. Si tratta quasi sempre di tesori artistici e storici tra i quali certamente questi del Valdimontone il cui museo è stato ideato da Giovanni Michelucci, uno dei più grandi architetti del ‘900 italiano. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Per quanto appena detto non sono sempre facili da visitare ed è spesso necessario un preavviso di qualche giorno, ma nel caso li trovaste aperti non fatevi sfuggire l’occasione di una straordinaria esperienza in un microcosmo di cimeli, documenti, costumi, opere d’arte e </span><span lang="it-IT"><i>palii</i></span><span lang="it-IT"> vinti.<br />
Ancora pochi passi e siamo nel Prato dei Servi, sui gradini della bella basilica di S. Clemente in Santa Maria dei Servi con la sua facciata quattrocentesca mai completata.<br />
Si tratta di uno dei luoghi magici della città: solitamente solitario, silenzioso e inaspettatamente panoramico. Forse uno dei punti più belli di tutta Siena per godersi un tramonto memorabile.</span></p>
<figure id="attachment_30580" aria-describedby="caption-attachment-30580" style="width: 501px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30580" src="https://www.palazzodivalli.com/wp-content/uploads/2021/04/2-300x154.jpg" alt="" width="501" height="257" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/2-300x154.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/2-768x394.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/2.jpg 796w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px" /><figcaption id="caption-attachment-30580" class="wp-caption-text">S. Clemente in Santa Maria dei Servi</figcaption></figure>
<p>All’interno della chiesa si possono ammirare veri e propri capolavori d’arte come la splendida “Madonna del Popolo” di Lippo Memmi o una “Strage degli Innocenti” del maestro senese di questo genere, Matteo di Giovanni: ne ha realizzate ben quattro nel corso della sua vita, partendo dalla tarsia marmorea del pavimento del Duomo (da non perdere !) fino a questa che è l’ultima, magnifica, eseguita alla fine del ‘400 per la potente famiglia senese degli Spannocchi. La cruda descrizione dei corpi degli infanti e la rappresentazione malefica di Erode possono essere messe a confronto con la grande intensità espressiva di un’altra Strage degli Innocenti presente poco distante nella stessa chiesa: l’affresco trecentesco di Niccolò di Segna.<br />
Sull’altare della seconda cappella è inoltre ancora conservata una celeberrima tavola considerata fondamentale per lo sviluppo della pittura del Duecento italiano (e che è stata al centro di tante polemiche tra senesi e fiorentini). Rappresenta una Madonna col Bambino nota come la “Madonna del Bordone” di Coppo di Marcovaldo il quale si trovava a Siena come prigioniero a seguito della sconfitta fiorentina nella famosa battaglia di Montaperti del 1260 e per riscattarsi si impegnò a dipingere la tavola per i frati Servi di Maria.<br />
Coppo di Marcovaldo è stato il pittore fiorentino più importante prima di Cimabue nonché uno dei maggiori del tempo e con questa tavola, che è tra le sue poche opere certe, egli cerca di liberarsi dagli schemi della figuratività bizantina iniziando un processo di umanizzazione che condurrà all’arte gotica.<br />
L’opera, anche se ritoccata nei volti, fa di Coppo un rinnovatore degli stilemi sino ad allora dominanti al punto da divenire un punto di riferimento per i pittori della seconda metà del Duecento.</p>
<p><span lang="it-IT">Finita la sosta si riparte con energia tornando un po’ indietro a quell’arco con la scritta “Ospedale Psichiatrico”. Anche se può sembrare il contrario l’accesso è libero e attraverso il parco, lasciandosi il grande edificio sulla sinistra, si prosegue seguendo le indicazioni per “Orto dei Pecci”. In meno di 10 minuti di discesa, dopo aver costeggiato l’osservatorio astronomico dell’Università di Siena, si giunge nella Valle di Porta Giustizia, altro luogo magico della città: un’oasi di campagna a trecento metri dalla Torre del Mangia !</span></p>
<figure id="attachment_30581" aria-describedby="caption-attachment-30581" style="width: 505px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30581" src="https://www.palazzodivalli.com/wp-content/uploads/2021/04/3-300x196.jpg" alt="" width="505" height="330" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/3-300x196.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/04/3.jpg 764w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /><figcaption id="caption-attachment-30581" class="wp-caption-text">Orto de&#8217; Pecci</figcaption></figure>
<p><span lang="it-IT">La vallata, oggi quasi del tutto priva di edifici, può essere considerata una delle più illustri vittime del flagello della Peste Nera e del sogno infranto di una Siena più vasta. Agli inizi del Trecento la Valle di Porta Giustizia è indicata infatti come luogo preposto ad ospitare gli immigrati che ambivano alla cittadinanza senese. In pochi anni sorsero oltre cento case, una chiesa, un mulino, una fonte e due strade in quello che fu chiamato il Borgo Nuovo di Santa Maria. Poi arrivò il 1348 e con lui la peste che portò via metà dei Senesi e in quelle case non rimase nessuno. Gli immigrati furono dirottati a riempire le case vuote nel centro della città e alla fine del Trecento, lungo la strada che portava alla porta da cui si usciva per andare alle forche (da qui il nome della valle) non ci viveva più nessuno ed il Comune ordinò di trasformare la zona in orti.<br />
Così nacque “l’Orto dei Pecci” (il nome lo troviamo la prima volta nel 1527) quale appezzamento di terra incluso nel tessuto urbano della città medievale e utilizzato per il fabbisogno alimentare della popolazione e per la coltivazione di erbe officinali.<br />
Ancora oggi l’Orto è un’oasi dove è possibile passeggiare immersi in un paesaggio antico sopravvissuto nei secoli e raffigurato nei dipinti e negli affreschi e dove è possibile riscoprire piante, aromi, profumi e gustare sapori che, dal Medioevo, sono arrivati fino a noi. Da quasi 40 anni infatti la Cooperativa Sociale La Proposta, impegnata nell’offrire opportunità di lavoro a persone con disabilità, organizza l’orto medievale e la vigna storica e gestisce il ristorante dell’Orto de’ Pecci dove, se vi è venuta fame, è davvero piacevole fermarsi.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Se alzate gli occhi sulla collina di fronte a voi vedrete stagliarsi l’elegante sommità della torre del Mangia. Quella è la direzione. Ci sono un centinaio di metri di salita attraverso i quali si passa dalla campagna al cuore della città. Al termine della via, dopo una piccola scalinata, sarete in Piazza del Mercato che, come è facile intuire, deve il suo nome alla quotidiana attività di contrattazione di merci e animali che qui ha avuto luogo fin dalla metà del 1100. Il suo aspetto è cambiato nel corso dei secoli da piazzale sterrato e alberato alla costruzione della tettoia centrale del 1886, che per i senesi è il “tartarugone”.<br />
Prima di andare avanti date un’altra occhiata dall’alto alla valle di Porta Giustizia che avete appena lasciato: la vista adesso spazia verso la campagna senese ancora ben conservata e fertile come la vide Ambrogio Lorenzetti che la seppe riprodurre poi nella magnifica allegoria del “Buon Governo” (altra cosa da non perdere, nel Museo Civico).<br />
Dalla parte opposta il palazzo che chiude la piazza non è altro che la facciata posteriore del Palazzo Comunale. I piani inferiori sono i cosiddetti “Magazzini del Sale” adibiti da alcuni anni a spazio espositivo per mostre temporanee. Sono articolati su due livelli e hanno una struttura a volta in mattoni. Furono riscoperti durante i lavori di restauro e recupero del Palazzo nel 1977 dopo essere stati completamente dimenticati. Nel corso dei secoli, erano stati malamente trasformati o addirittura cancellati da riempimenti di terre di riporto e detriti: tra questi, le fondamenta della Torre del Mangia e l’inaccessibile grande cisterna seminterrata di raccolta delle acque provenienti dai tetti del Palazzo.<br />
Il terrazzo sulla sommità è invece la grandiosa “Loggia dei Nove” realizzata entro la prima metà del Trecento come spazio privato dei Nove reggitori della Repubblica; un luogo dove potessero ristorarsi e prendere aria durante l’esercizio dei loro sei mesi di mandato. Essi infatti, per sfuggire ad ogni condizionamento esterno, non potevano mai uscire dal Palazzo se non nelle occasioni ufficiali !</span></p>
<p><span lang="it-IT">E’ il momento di entrare nella piazza meta di questa passeggiata. Dopo pochi metri di Via del Mercato si percorre un breve tratto di Via Duprè.<br />
Il giorno del Palio questa via stretta e angusta resta l’ultimo passaggio aperto per entrare in Piazza fino a poco prima della Carriera. Mentre la percorrete potete forse riuscire ad immaginare la straordinaria tensione che si crea in quei momenti, prima di riuscire a raggiungere il Campo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Ed eccoci finalmente nello spazio urbano più affascinante e grandioso di Siena. La Piazza del Campo.<br />
Sorta su un terreno fragile e fangoso, su cui convergevano le piccole vie dell&#8217;antica città, questo luogo ha rappresentato per secoli un notevole problema urbano. Dal 1169, anno in cui la comunità senese acquista il terreno nel punto in cui i tre colli della città convergono, inizia però un’opera di sistemazione che porterà ad una delle più sapienti soluzioni di organizzazione dello spazio urbano che sia dato vedere.<br />
Centro e cuore della città, il Campo rivoluziona l&#8217;idea stessa della piazza italiana medievale, rifiutando l&#8217;imposizione di una planimetria convenzionale.<br />
La piazza desta da secoli sentimenti di ammirazione e da sempre si è tentato di spiegarne il significato con similitudini, metafore e simboli: cerchio o conchiglia, ventaglio o mantello o anche teatro come scriveva Gigli nel ‘700: </span><span lang="it-IT"><i>“ridotta ad una così magnifica e bella simetria la nostra Piazza, tanto che ogn’uno alla prima occhiata possa riconoscere se vi sia la persona che vi cerca, serve meglio di qualunque teatro al Mondo alla rappresentazione delli spettacoli”<br />
</i></span><span lang="it-IT">Come ben noto la Piazza del Campo è anche il luogo dove per due volte l’anno si svolge “Il Palio”, la corsa di cavalli che è una festa che è stata molte feste, rito di una città e memoria storica di una civiltà. </span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span lang="it-IT">Per cercare di sentirne un po’ il profumo, ormai giunti al termine della nostra passeggiata, vi consigliamo di sedervi nei gradoni di Fonte Gaia e provare ad immaginare il clamore e la passione che in quei momenti si levano dalla piazza affollata, dai palchi, le terrazze e da tutte le finestre che la circondano..</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://palazzodivalli.it/2021/04/01/siena-e-straordinaria-sotto-molti-punti-di-vista-e-forse-unica/">La passeggiata da Palazzo di Valli a Piazza del Campo</a> sembra essere il primo su <a href="https://palazzodivalli.it">Palazzo di Valli Hotel</a>.</p>
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		<title>Siena sotterranea: il fiume mitico ed i Bottini</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2021/02/18/siena-sotterranea-il-fiume-mitico-ed-i-bottini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 14:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Tu li vedrai tra quella gente vana che spera in Talamone, e perderagli più di speranza ch&#8217;a trovar la Diana&#8221;,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://palazzodivalli.it/2021/02/18/siena-sotterranea-il-fiume-mitico-ed-i-bottini/">Siena sotterranea: il fiume mitico ed i Bottini</a> sembra essere il primo su <a href="https://palazzodivalli.it">Palazzo di Valli Hotel</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_30537" aria-describedby="caption-attachment-30537" style="width: 589px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30537" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/2-300x200.jpg" alt="" width="589" height="392" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/2-300x200.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/2-768x512.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/2.jpg 840w" sizes="(max-width: 589px) 100vw, 589px" /><figcaption id="caption-attachment-30537" class="wp-caption-text">La storia di Siena Sotterranea</figcaption></figure>
<p>&#8220;Tu li vedrai tra quella gente vana che spera in Talamone, e perderagli più di speranza ch&#8217;a trovar la Diana&#8221;, così Dante Alighieri, per bocca della sfortunata Sapia, definiva i senesi nel tredicesimo canto del Purgatorio, un popolo vano alla ricerca di un fiume immaginario.<br />
E veramente a Siena per secoli si credette nell’esistenza di un corso d’acqua sotterraneo che attraversasse la città e così tanti soldi ed energie furono spesi alla sua ricerca.<br />
Siena sorge su tre colline, in una posizione privilegiata rispetto all’aria malsana che si respirava nelle pianure, ma svantaggiosa dal punto di vista della vicinanza di bacini idrici: i fiumi più grandi le erano lontani, mentre quelli vicini avevano una portata d’acqua assai scarsa per la maggior parte dell’anno.<br />
La poca disponibilità di acqua ha dunque rappresentato a lungo un problema grave per i governanti della città, costretti a fare i conti con le esigenze dell’igiene, dell’alimentazione, degli opifici industriali e dei mulini che rifornivano Siena di farina.<br />
La convinzione dell’esistenza del mitico fiume sotterraneo nacque quindi da una forte esigenza concreta e fu alimentata da alcuni fatti “curiosi”: in alcune zone della città (Pian dei Mantellini e Porta San Marco, in particolare) quasi tutte le pareti delle cantine trasudavano costantemente di abbondante umidità, come del resto avviene ancora oggi. Nelle stesse zone inoltre si diceva possibile sentire il mormorio dello scorrere di un fiume sotto le pietre (e c’è chi giura di sentirlo ancora adesso nelle notti silenziose).<br />
Le ricerche del mitico corso d’acqua, chiamato da subito <strong>Diana</strong>, iniziarono nel 1176 per volontà dei frati del convento di San Niccolò del Carmine. A seguito degli scavi di alcuni pozzi, fu trovata la prima vena d’acqua nel sottosuolo e venne chiamata “pozzo della Diana”.<br />
Passato un secolo, nel 1295, il Consiglio Generale cittadino volle ancora proseguire la ricerca del fiume sotterraneo. Così il Comune continuò a finanziare i lavori, vennero consultati astrologi e indovini per individuare i migliori punti in cui scavare, ma del fiume ancora nessuna traccia.<br />
Man mano che l’idea che nel sottosuolo scorresse un fiume diventava sempre più una leggenda; si giunse però a capire che il terreno molto poroso e permeabile della città poteva funzionare da collettore di vene d’acqua e bacini idrici. Fu allora scavata una fitta rete di cunicoli sotterranei nel tufo, i quali, grazie alle caratteristiche del terreno, facevano filtrare l’acqua piovana, depurandola, e la convogliavano in una scanalatura, detta “gorello”. La millimetrica pendenza del gorello faceva in modo che l’acqua fosse portata in tutta la città, per andare a sfociare nelle fonti pubbliche.<br />
Queste gallerie sotterranee erano realizzate quasi sempre con la tipica volta “a botte”, e da qui il nome “<strong>bottini</strong>”.</p>
<figure id="attachment_30535" aria-describedby="caption-attachment-30535" style="width: 582px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-30535" src="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/1-1-300x133.jpg" alt="Siena sotterranea" width="582" height="258" srcset="https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/1-1-300x133.jpg 300w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/1-1-768x342.jpg 768w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/1-1-1024x456.jpg 1024w, https://palazzodivalli.it/wp-content/uploads/2021/02/1-1.jpg 1124w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /><figcaption id="caption-attachment-30535" class="wp-caption-text">Siena sotterranea</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">Prima della fine del 1400 si raggiunse la massima estensione della rete sotterranea: le gallerie si estendono ancora oggi per circa 25 km e sono per la maggior parte scavate nella roccia. Le pareti sono coperte da incrostazioni di calcio, stalattiti e stalagmiti.<br />
Un vero e proprio acquedotto che ha rappresentato per secoli l’unica fonte di approvvigionamento idrico della città: è stato sostituito dal moderno acquedotto delle sorgenti del Vivo soltanto dopo la prima guerra mondiale.<br />
La rete di bottini è ancora perfettamente funzionante e tuttora alimenta con efficienza le fonti storiche della città ! Questo soprattutto grazie ad una straordinaria associazione di volontari (che non poteva che chiamarsi “La Diana”!) la quale, fin dalla metà degli anni ’90, ha come obiettivo dichiarato lo studio, la valorizzazione, e la tutela dei Bottini, delle Fonti monumentali e di tutto il patrimonio storico, culturale ed architettonico legato alle Acque di Siena.<br />
Alcuni tratti di questo straordinario mondo sotterraneo (come anche lo speciale “Museo dell’Acqua” nelle Fonti di Pescaia) sono visitabili: un&#8217;esperienza affascinante che fa tornare indietro nella storia e vedere la città con altri occhi.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Vista la particolarità della visita, è obbligatoria una prenotazione che, una volta usciti dall’emergenza epidemiologica in corso, si potrà effettuare tramite il <a href="https://www.comune.siena.it/La-Citta/Cultura/Strutture-Museali/Bottini">Comune di Siena</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT"><br />
Nel centro antico di Siena esiste una “Via della Diana” e “passo della Diana” è il nome del rullo dei tamburi durante la Passeggiata storica, poco prima del Palio: a Siena il mito ed il ricordo del leggendario corso d’acqua è vivo ancora oggi !</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siena e le sue leggende</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2018/03/16/siena-e-le-sue-leggende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 14:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="vc_row-69c676d0e6423" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner "><div class="wpb_wrapper">
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			<p><span style="font-weight: 400;">Siena, come tutti sanno, non è bagnata da alcun fiume. Fin dai tempi antichi, un&#8217;estesa rete di acquedotti sotterranei, detti «bottini», serviva a portare acqua alla cittadinanza. La leggenda vuole che, nel silenzio, si sentisse il rumore dello scorrere dell&#8217;acqua, tipico di un fiume. </span><b>Un fiume sotterraneo, la Diana, più volte cercato e mai trovato.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vennero effettivamente scavati pozzi e si consultarono gli astrologi, per trovare la Diana. Fu il governo stesso di Siena a sobbarcarsi tutti gli oneri di tale ricerca. Per circa due secoli, si cercò la Diana, ma invano. Nessuno l&#8217;ha mai trovata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ai giorni nostri l&#8217;acqua arriva a Siena attraverso un moderno acquedotto, mentre gli antichi bottini sono addirittura visitabili. Per informazioni relative a come visitare i bottini di Siena si rimanda al sito</span><a href="http://www.comune.siena.it/La-Citta/Cultura/Strutture-Museali/Bottini"> <span style="font-weight: 400;">http://www.comune.siena.it/La-Citta/Cultura/Strutture-Museali/Bottini</span></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sottosuolo di Siena non racchiude però solo il segreto del fiume Diana. Si narra infatti che, all&#8217;epoca in cui si costruivano i bottini, capitava che gli operai adibiti al lavoro sotterraneo, detti «guerchi», fuggissero dai cunicoli, spaventati per aver visto alcune creature che si annidavano nelle buio della terra. Quel che avevano visto erano gli omiccioli e i fuggisoli. Gli omiccioli erano simili ad allegri folletti. Diversamente, le creature chiamate fuggisoli apparivano come lampi di luce improvvisi e repentini. I maligni spiegavano queste strane apparizioni col fatto che i guerchi venivano pagati in vino. </span></p>

		</div>
	</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Ma non è solo la città a custodire dei segreti. Anche il territorio senese partecipa al mistero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bettino Ricasoli, soprannominato il Barone di ferro (Firenze, 9 marzo 1809 – Castello di Brolio, 23 ottobre 1880), è stato un politico italiano, sindaco di Firenze e secondo presidente del Consiglio del Regno d&#8217;Italia dopo Cavour. Una leggenda vuole che nelle notti di luna piena, attorno al castello di Brolio, si aggiri ancora il fantasma del barone, a cavallo e con una muta di cani da caccia al seguito. Il magnifico castello di Brolio è visitabile ed è vicinissimo a Siena. Per informazioni visitate il sito  </span><a href="https://ricasoli.com/castello/"><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">https://ricasoli.com/castello/</span></a></p>

		</div>
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</div></div></div></div><div id="vc_row-69c676d0ea8ad" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner "><div class="wpb_wrapper"><div class="vc_empty_space"   style="height: 32px" ><span class="vc_empty_space_inner"></span></div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Famosissima è anche la leggenda di San Galgano, il quale, spaventato dall&#8217;incontro con l&#8217;Arcangelo Michele, scagliò la sua spada contro una roccia e, miracolosamente, essa rimase incastrata. il giovane Galgano divenne eremita e la spada nella roccia resiste tutt&#8217;oggi nel cuore della bellissima abbazia, che potrete raggiungere facilmente dall&#8217;<strong>Hotel Palazzo di Valli</strong>.</span></p>

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		<title>In cammino sulla Via Francigena</title>
		<link>https://palazzodivalli.it/2018/03/02/cammino-sulla-via-francigena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[palazzodivalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 11:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Località turistiche]]></category>
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			<p><span style="font-weight: 400;">Dalla Francia sino a Roma passando per le Alpi,  e poi ancora lungo tutta la penisola fino alla Puglia, i cui porti conducevano in Terrasanta, meta di pellegrini. La </span><b>Francigena</b><span style="font-weight: 400;"> si affermò presto come principale strada di collegamento per i mercanti, per gli eserciti e ovviamente i pellegrini, fra il sud e il nord Europa.  </span><span style="font-weight: 400;">Viaggio lento e meditativo per eccellenza nell&#8217;immaginario collettivo, la via Francigena raccoglie dentro di sè una molteplice ricchezza di tesori culturali, storici e artistici, sopravvivendo attraverso i secoli e attraendo ogni anno moltissime persone.</span></p>

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			<p><span style="font-weight: 400;">Un percorso splendido che attraversa mezzo continente e che giunge sino a qui, fra Siena, la Val d&#8217;Elsa, la Val d&#8217;Orcia e le strade bianche della Val d&#8217;Arbia. <strong>Raggiungere la Francigena dall&#8217;Hotel Palazzo di Valli è semplicissimo, ed è possibile visitare il <a href="http://www.viefrancigene.org/it/">sito ufficiale</a> </strong></span><span style="font-weight: 400;"><strong>per scoprire i percorsi, percorribili a piedi, in bicicletta, e persino a cavallo</strong>. La Francigena attraversa la città di Siena, dove infatti venne edificato il Santa Maria della Scala, attuale complesso museale, e all&#8217;epoca ospedale per i pellegrini. Grande testimonianza ne è la </span><i><span style="font-weight: 400;">grande corsia del Pellegrinaio</span></i><span style="font-weight: 400;">, un ciclo pittorico del &#8216;400 che ritrae la storia dell&#8217; ospedale e le attività di accoglienza dei pellegrini. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per scoprire il complesso museale senese potete visitare il <a href="https://www.santamariadellascala.com/it/">sito ufficiale</a></span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>

		</div>
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			<p><span style="font-weight: 400;">La via Francigena toscana tocca borghi splendidi e nascosti, fitti boschi e colline, dal Passo della Cisa a Lucca, da San Gimignano a Monteriggioni, Siena, Buonconvento, San Quirico, Radicofani, per un totale di quindici tappe, alla scoperta del territorio, della sua storia, e dei suoi prodotti enogastronomici. </span></p>

		</div>
	</div>
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